Il Cuore De Rosa
"IO SONO UN UOMO CHE VA DRITTO AL PUNTO"
"Sono un uomo che va dritto al punto. E, per forza di abitudine, non mi volto mai indietro a contare gli anni che ho trascorso a costruire telai. Preferisco guardare avanti, perché dopo mezzo secolo, sono ancora convinto che la bicicletta abbia margini di miglioramento. E, proprio come ho fatto finora, anche in futuro voglio contribuire all'evoluzione di questo veicolo affascinante, che è al tempo stesso così semplice e così complicato."
Ugo De Rosa
Ugo De Rosa con Germano
LA NASCITA
"Nulla di straordinario nasce mai da una formula ma dall'immaginare ciò che non c'è e realizzarlo." La De Rosa nasce nel 1953 dalla passione e visione dell’allora diciannovenne Ugo De Rosa. Corridore e tecnico con un amore sconfinato per il ciclismo e la meccanica di precisione è determinato a trasformare studio ed esperienza in artigianalità pura. Passa dall'officina di suo cognato, dove costruiva e riparava biciclette, al suo primo negozio con un obbiettivo: costruire bici per chi vuole vincere. La sua esperienza nelle corse, gli permette di capire cosa serve ad una vera bicicletta da corsa e la sua reputazione si diffonde tra i corridori dilettanti di Milano.
Una scheda telaio con gli appunti di Ugo
IL PROFESSIONISMO
Fin da subito, la sua abilità nel costruire telai su misura attira l’attenzione di ciclisti e professionisti, portandolo a diventare un punto di riferimento nel mondo delle biciclette da corsa. Nel 1958 Raphael Geminiani gli chiede di costruire la una bicicletta per un evento al Vigorelli di Milano. Le bici De Rosa diventano una presenza fissa nel mondo professionistico, anche se non ancora brandizzate con il logo De Rosa.
Ugo in ammiraglia per la Max Meyer
IN VOLATA
Dalla metà degli anni ’60 i telai De Rosa superano i confini italiani. Dilettanti e professionisti iniziano a correre su bici De Rosa e, da lì a pochi anni, i telai "Made in Cusano Milanino" varcano i confini prima europei e poi mondiali. Ugo costruisce per la Max Meyer, per Gastone Nencini. Sono gli anni in cui Rick Van Looy vince i campionati del mondo: De Rosa è il suo meccanico e lo segue in ammiraglia. Nel '69 inizia la collaborazione con Gianni Motta che durerà per tutta la sua carriera. È l’inizio di una leggenda internazionale.
Ugo ed Eddy Merckx
LA CONSACRAZIONE
Eddy Merckx chiede che Ugo diventi suo meccanico ufficiale in Molteni. È l'inizio di una collaborazione storica e di un'amicizia sincera che durerà per sempre. Merckx è esigente, arriva a chiedere 50/60 biciclette a stagione, portando Ugo a saldare anche di notte, ma la sua sensibilità di corridore lo aiuta a capire dove migliorare il mezzo. Con quelle bici nel '74 vince il Giro d'Itralia, di Svizzera, il Tour de France e il campionato del mondo a Montreal. Nel '76 Ugo costruisce biciclette anche per Francesco Moser, che con quelle bici vince tre Parigi-Roubaix.
Il logo con il cuore
IL CUORE
Diventato negli anni simbolo di passione e amore per il ciclismo, nasce in realtà da un'esigenza pratica: fare dei fori nelle congiunzioni sterzo per rendere il telaio più leggero, fori che uniti assomigliano ad un cuore. Nasce un simbolo destinato a restare nel tempo. Nel 1973 il Cuore compare per la prima volta sulle bici di una squadra professionistica: la G.B.C. con Panizza, Francioni e Turrini.
Ugo alla saldatura
LA BICICLETTA PERSONALIZZATA
Con la saldatura TIG si apre una nuova era: tubazioni con forme diverse, geometrie su misura, massima libertà progettuale. La personalizzazione diventa metodo, la filosofia costruttiva prende forma concreta. Sono gli anni di Argentin e Baronchelli, simboli di un ciclismo potente ed elegante. Tecnica e identità diventano un unico linguaggio.
La vittoria di Furlan alla Milano-Sanremo del '94
IL TITANIO
De Rosa sceglie di utilizzare il titanio: materiale fino ad allora sconosciuto. Forte come l'acciaio e leggero come l'alluminio, una De Rosa in titanio diventa la bici ufficiale del Team Gewiss-Ballan contribuendo ai successi di Argentin, Furlan, Berzin e Ugrumov. Le bici del cuore sono sul podio di tutte le classiche, vincendo Milano-Sanremo; Liegi-Bastogne-Liegi; Freccia Vallone; Giro d'Italia; Giro di Lombardia; secondi al Tour de France.
Vainsteins vince il campionato mondiale nel 2000 con il Merak in alluminio
L'ALLUMINIO
Nel 1996 l’alluminio segna un'ulteriore svolta. Ugo intuisce che c'è voglia di nuovi materiali e qualcosa di diverso nel mondo della bicicletta. Il telaio inizia a cambiare perché i tubi di sezione sono più grandi e permettono grafiche diverse che danno spazio alle emozioni e ai colori. Inizia così l'ascesa di questo metallo, tecnicamente versatile, leggero e reattivo che permette alte prestazioni. Il Merak diventa il telaio "testimonial di un cambiamento tecnico ed emotivo": diversi i successi con Casagrande, secondo al Giro d'Italia, Pellizzotti e Caucchioli.
Homepage primo sito De Rosa
IL PRIMO SITO
Nel 1997 De Rosa approda sul web, anticipando l’era digitale. Non un semplice sito, ma un’estensione dell’officina: materico nelle sensazioni, evocativo nelle immagini, capace di raccontare metallo e velocità. Decisamente una scelta visionaria per quegli anni e per un'azienda costruttrice di biciclette, ma che già allora ne rifletteva perfettamente l'avanguardia.
La fibra di carbonio
IL CARBONIO
Danilo e Cristiano capiscono che l'evoluzione nasce in strada, le novità sono nelle menti, nelle sensazioni e nei desideri di chi pedala e vive la bici in sella. Il futuro è il carbonio e il manifesto è la KING. Con il miglioramento delle resine e degli incollaggi, il carbonio diventa per De Rosa il materiale ideale con cui perseguire la sua linea aziendale che fa del "one-to-one" il suo "su misura".
La De Rosa Cinquanta
I 50 ANNI
In occasione dei 50 anni dell'azienda, De Rosa realizza la Cinquanta, un modello celebrativo che arriva sul mercato con il marchio KING X-light. Inizia l'era del telaio modulare: cinque pezzi monoscocca modulari. Il telaio diventa così full carbon e i pesi iniziano a scendere: un telaio di taglia media raggiunge la soglia dei 1.000 grammi. Il KING X-light viene scelto da Savoldelli, Garzelli, Tonkov.
Telai monoscocca in azienda
IL TELAIO MONOSCOCCA
Con il monoscocca il telaio cambia forma e sostanza: meno peso, più reattività, controllo totale. Nasce il KING3, la terza versione del telaio che più rappresenta la sintesi di ricerca e sviluppo dell'azienda. Realizzato in carbonio 1K, fibra d’eccellenza, il KING3 riceve accreditamenti in Italia e all'estero. Sono gli anni di Di Luca e Petacchi, corridori importanti per la sua sensibilità e collaborazione nel miglioramento del mezzo. IIl carbonio domina, ma De Rosa è tra le poche aziende a mantenere la produzione sui quattro materiali.
La De Rosa Sessanta in titanio
60, BLACK LABEL
De Rosa celebra i 60 anni con Sixty, un libro che racconta la storia De Rosa, un tributo alle radici, un fondamento alla visione futura. Nello stesso anno debutta la linea Black Label: quattro modelli, quattro materiali simbolo (acciaio, titanio, alluminio e carbonio), reinterpretati in chiave contemporanea tra innovazione ed eleganza.
De Rosa SK Pininfarina in galleria del vento
DE ROSA E PININFARINA
De Rosa e Pininfarina, riconosciute nel mondo per heritage, innovazione e storia, uniscono le forze e decidono di lavorare insieme ad un progetto comune. Design e performance si fondono in un’opera di ingegneria italiana, pensata per distinguersi su ogni strada. Dall’incontro tra le due eccellenze italiane nasce una bici esclusiva, ultraleggera e aerodinamica: la SK Pininfarina. 950g di carbonio che diventano subito la bici dei pro in team come Cofidis con Elia Viviani e Nippo-Vini Fantini.
La saldatura in azienda
UNA DICHIARAZIONE DI INTENTI
Nasce Anima e il titanio, soppiantato negli anni da alluminio e carbonio, torna ad avere un ruolo centrale in De Rosa. Il nome racchiude l’essenza del materiale simbolo di cultura e maestria da oltre 25 anni. Scegliere una bici in titanio significa scegliere un mezzo che non teme il tempo, dal punto di vista meccanico ed estetico.
Una bicicletta che racconta una storia fatta di utilizzo, resistenza e nobiltà e che incarna meglio di tutte il nostro concetto di Made in Italy e Tailor Made.
IDENTITÀ VISIVA
Il rebranding del 2019 in collaborazione con Pininfarina, da vita alla versione attuale del logo che ha come obiettivo di unire il patrimonio storico del marchio a una visione contemporanea e dinamica. Il lettering mantiene il carattere distintivo De Rosa, assumendo forme più moderne e veloci, mentre l’iconico cuore, elemento centrale del logo, continua a incarnare l’amore autentico per la bicicletta, reinterpretato con un design più essenziale e proiettato al futuro.
De Rosa 70 in Headquarter a Cusano Milanino
70, LA BICI RIDEFINITA
730 grammi di ambizione, 22 mesi di sviluppo, guidati da un’attenzione maniacale per ogni dettaglio, e 8 prototipi, danno vita a 70, la De Rosa più avanzata di sempre. Cuore, tecnologia ed emozione senza compromessi in un design firmato Pininfarina, stabiliscono un nuovo livello di standard da superare. La 70 è la massima espressione della filosofia De Rosa moderna: “evoluzione nella tradizione”, portare cioè avanti il patrimonio di esperienza accumulato in 70 anni adattandolo ai bisogni del ciclista contemporaneo. Caratteristiche che la portano a vincere il Good Design Award nel 2024.
Cristiano in Butega durante una visita
LA BUTEGA
Rinasce la Butega. La prima sede operativa di Ugo De Rosa a Cusano Milanino, recuperata e trasformata, diventa uno showroom/museo visitabile insieme alla famiglia De Rosa. Un’esperienza immersiva e sensoriale, un luogo dove il passato dialoga con il presente e ispira il futuro del marchio della nostra famiglia, simbolo del rispetto per le origini e della volontà di tramandare una storia straordinaria.
De Rosa Family come senso di appartenenza
DE ROSA DAY
L'esigenza di un dialogo sempre più stretto e sincero con la community ci porta ad organizzare il primo evento dal vivo: una giornata insieme che inizia con un cafferino in heartquarter, pedalata sul Ghisallo, pasta e birretta in officina tra i telai, una chiacchierata con Tonelli e Nicholas, corridore e meccanico della Bardiani e gara a tempo di sostituzione ruote. Nasce così la De Rosa Family e il De Rosa Day con l'obbiettivo di farlo diventare una ricorrenza annuale.
Un dettaglio di Idol
EVOLUZIONE CONTINUA
25 anni di lavorazione del carbonio e 20 anni di IDOL in collezione offrono l'occasione per celebrare un nuovo traguardo con una nuova versione di uno dei modelli De Rosa più iconici di sempre. Ogni fibra racconta di noi: una curva continua tra generazioni, passione e tecnica. È la linea della nostra storia, un’evoluzione continua senza soluzione di continuità. La nuova Idol convince ancora e vince per la seconda volta il premio di 'Bici dell'anno - powered by Grinta!'
